A cosa mi serve studiare questo o quello? Spesso i bambini e  i ragazzi ci fanno queste domande e a volte è difficile saper rispondere bene. I bambini studiano i concetti, ripetono ciò che leggono, ma  fuori, dai libri e dalla scuola, nella pratica, è tutto diverso e spesso non si  riesce a trovare la connessione tra ciò che si impara e memorizza e ciò che, poi, si deve mettere in pratica  fuori. È molto importante, quindi, puntare su un tipo di apprendimento che avvenga tramite il fare.
Imparare dalle esperienze pratiche e dal fare serve a portare la matematica, le scienze, la storia, e tutto ciò che si studia a scuola nella vita di tutti i giorni.

Che cos’è l’apprendimento esperienziale?

Il termine apprendere, dal latino apprendère, significa letteralmente prendere, afferrare con la mente, impossessarsi di qualcosa. È, infatti, attraverso l’azione che tutti di noi ci impossessiamo di quelle conoscenze utili ad accrescere il nostro sapere. Esperienza, dal latino exeperentia, indica, invece, la conoscenza personalmente acquisita attraverso l’uso o la pratica di una determinata sfera della realtà.  L’apprendimento esperienziale è, dunque, basato sulla sperimentazione,  della realtà. Questo tipo di apprendimento è  uno dei modi più divertenti, coinvolgenti ed efficaci per apprendere ed elaborare nuovi concetti. Grazie a quest’approccio educativo innovativo, i bambini, e più in generale tutti quelli che stanno apprendendo qualcosa, non ricevono passivamente informazioni da un insegnante o nozioni dai libri, ma partecipano  attivamente al processo di apprendimento con entusiasmo e curiosità.
Tutto ciò che si fa è, infatti, mirato a sviluppare la curiosità e la motivazione dei bambini ad apprendere. Quando i bambini sono motivati naturalmente attraverso il loro stesso interesse, il loro apprendimento risulta più completo e concreto.

5 motivi per scegliere l’apprendimento esperienziale

  1. Questo tipo di apprendimento, basandosi sul fare, permette  ai bambini  di  imparare dall’esperienza e dalle situazioni di vita reale. Non apprendono, ad esempio, solo a quanto equivale 2 + 2 ma, attraverso la “pratica” imparano il concetto di somma calcolano quanti giocattoli hanno, quanti biscotti mangia il cane o quante figurine hanno collezionato. Una lamentela comune sia dei bambini delle scuole primarie sia dei ragazzi più grandi è di non trovare il punto di connessione tra ciò che imparano e la vita reale.  L’apprendimento esperienziale, invece, dimostra gli usi pratici della matematica, della scienza e di altre aree di apprendimento.
  2.  Permette ai bambini il superamento delle sfide.   L’insegnante diventa una guida per il bambino e non fa mai le cose al posto suo. In questo modo i bambini imparano a sentirsi orgogliosi quando, alla fine, trovano il modo di fare qualcosa da soli e non perché qualcuno abbia detto loro la risposta.
  3. L’apprendimento esperienziale consente ai bambini di elaborare la propria strategia di problem solving, piuttosto che seguire una formula prestabilita per ottenere una risposta. I bambini così, saranno più propensi a pensare in modo creativo in futuro. Bisogna allontanarsi dall’idea che tutti i problemi hanno risposte “giuste” o “sbagliate” e modi “giusti” o “sbagliati” per arrivarci . Ognuno trova la propria strategia di risolvere le cose.
  4.  Questo tipo di apprendimento mette in primo piano l’importanza del  gioco, poiché esso consente ai bambini di trovare modi diversi di esprimersi e di comprendere la realtà. Attraverso il gioco si possono imparare svariate competenze come il  problem solving, la collaborazione, la  capacità di  leadership, l’empatia e molto altro.
  5.  bambini apprendono grazie alle loro stesse curiosità e quindi imparano senza annoiarsi.

 


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L’autrice

Letizia Grasso, Pedagogista

“Tutti i grandi sono stati bambini, ma pochi di essi se ne ricordano” Questa frase è impressa nel mio cuore. La bambina che si meraviglia delle piccole cose è sempre con me. Credo fermamente che la scuola debba puntare sulla costruzione autonoma delle conoscenze attraverso il contatto diretto con il mondo esterno e, dunque, tramite le esperienze di vita. Una scuola aperta alla vita. Una scuola che insegni a osservare ogni piccola cosa, a meravigliarsi e a porsi domande. Una scuola che formi degli adulti che sappiano riflettere e mettere in relazione mente e cuore”.